Arte Dell'800, Catania, Napoli, Di Bartolo, Morelli, Eleonora D'este, Tasso, Promotrice

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D. ELEONORA D'ESTE

 E

T. TASSO

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Interessante edizione antica e d'epoca,

bella raffigurazione di una scena di interno, con tre gentildonne e il celebre letterato napoletano Torquato Tasso mentre legge una lettera,

scena ispirata al noto dipinto del pittore napoletano

Domenico Morelli,

quadro quì tradotto in incisione a cura dell'artista incisore catanese

 Francesco di Bartolo;

 incisione all'epoca offerta quale consueto omaggio ai propri azionisti da parte della Società Promotrice di Belle Arti di Napoli, nell'anno 1865;

 

incisione antica originale, impressa su foglio di circa cm.30,5x37 (l'intero foglio, a margini bianchi diseguali), circa cm.21x30,5 la sola parte figurata; incisione originale eseguita dall'artista incisore siciliano (di Catania) F. DI BARTOLO, ispirata ad un dipinto del noto artista napoletano Domenico Morelli; esemplare datato 1865.

 

 

DI INTERESSE ARTISTICO, STORICO-LOCALE, DECORATIVO, COLLEZIONISTICO

 

Discreta conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca,  sparse fioriture e diffusa brunitura e sgualciture o piegature e difetti vari marginali, due minimi forellini da tarlo di cui uno marginale e altro che inressa molto lateralmente la parte figurata; rotture marginali o agli angoli, difetti sommariamente riforzati,

 

stampa meritevole anche di essere inserita sotto passpartout ed inconriciata.

 

(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, ossia la parte figurata, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

 

 

 

Francesco Di Bartolo (Catania, 17 gennaio 1826Catania, 2 febbraio 1913) è stato un pittore e incisore italiano.

Nato dall'avvocato Antonino e da Giuseppina Consoli, compiuti gli studi, mostrò una spiccatissima tendenza per le arti, e la famiglia, seguendone le inclinazioni lo affidò a diligenti maestri. Fra le varie applicazioni del disegno predilesse l'incisione al bulino e all'acquaforte, e riuscì a produrre preziosi lavori che gli procurarono fama e il posto di Professore nell'Istituto Reale di Belle Arti di Napoli.

Per le sue opere fu apprezzato in Francia, in Germania, in Inghilterra, in Russia, e le più insigni Accademie lo vollero fra i soci onorari, la società imperiale di Pietroburgo gli conferì speciali onorificenze. In tutte le Mostre Nazionali e straniere il Di Bartolo faceva figurare le sue splendide acqueforti, conquistando vari premi.

Dall'Istituto Reale di Belle Arti passò alla Direzione della R. Calcografia dello Stato, e vi rimase fino a quando, per maturità di anni, preferì ritirarsi a Catania, dove gli venne affidata la direzione del Museo Civico, la Presidenza del Consiglio della Scuola d' Arti e Mestieri, fece parte autorevole del Comitato esecutivo della II Esposizione Agricola Siciliana, fu Presidente del Circolo Artistico, e componente di varie commissioni.

Di Bartolo si spense lunedì 2 febbraio 1913, in seguito ad una sincope, intervenuta come complicanza di una broncopolmonite. Aveva ottantasette anni. (dal web, wikipedia)

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